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Messina

La localitÓ

Giungendo all'estremità della Calabria, a Sud, lo sguardo viene catturato dalla spettacolarità dello Stretto, quel tratto di mare che per pochi chilometri separa la Sicilia dal resto d'Italia. Un tratto di mare caratterizzato dal moto repentino delle correnti, dalla forza delle acqua. Un tratto di mare che da sempre è stato protagonista di leggende e di racconti. E giungendo li, appare in tutto il suo splendore la città di Messina, pronta a dare il benvenuto ai suoi tanti visitatori. Nonostante i catastrofici eventi naturali e bellici abbiano distrutto la città di Messina nel corso del XX secolo, la città ha ritrovato il suo splendore estendendosi lungo un ampio tratto di costa e consrvando le caratteristiche di grande spettacolarità e forte suggestione che aveva colpito scrittori e geografi.

Le leggende

Le origini e la storia di Messina si mischiano alle straordinarie leggende che le vengono attribuite: da Cariddi a Glauco, da Mata e Grifone alla Dama Bianca da Colapesce alla fata Morgana.
Scilla e Cariddi erano due mostri marini che vivevano nelle acque dello stretto di Messina. La leggenda vuole che Scilla fosse una bellissima ninfa che rifiutava tutti i suoi pretendenti. Glauco, dio marino per metà pesce, si innamorò di lei e chiese aiuto alla maga Circe, la quale a sua volta era invaghita delle stesso Glauco. Circe per impedire il nascere di un amore tra Glauco e Scilla, anzichè consegnare a Glauco la pozione che avrebbe fatto innamorare la bella ninfa, gettò nelle acque dello stretto una pozione che trasformò Scilla in un mostro con dodici zampe e sei teste. Il mostro si nascose in una spelonca dello stretto di Messina, dal lato opposto a quello di Cariddi. Cariddi era fglia di Poseidone e per avere rubato a Eracle i buoi di Gerione, Zeus la fulminò e la tramutò in un terribile mostro marino destinandola a ingoiare e a rigettare tre volte al giorno l'acqua del mare. Scilla e Cariddi, entrambe spaventosi mostri marini, erano quindi l'una vicino all'altra e mentre Cariddi ingoia e rigetta tre volte al giorno l'acqua del mare creando dei giganteschi vortici, Scilla attenta alla vita dei naviganti con le sue sei teste cercando di ghermire altrettanti marinai.
 

La storia

In questa terra, i coloni provenienti da Cuma e da Calcide, fondarono intorno al 756 a.C. la città di Zancle. La città fu da sempre connessa all'importanza economica e strategica del sito stesso, luogo di incontro e di scontro per tanti popoli. Il tiranno di Reggio rinominò Zancle, Messana. Fu conquistata  da Sicelioti e Cartaginesi e fu la prima colonia romana in Sicilia. Gli ultimi due secoli prima dell'era cristiana, furono quelli che videro lo spendore di Messana, tanto che lo stesso Cicerone la definì "civitas maxima et locupletissima". Questo periodo di splendore e magnificienza si protrasse sino alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente, per poi riprendere con i bizantini diventando Messina, metropoli della Magna Grecia.

Grazie al legame con l'oriente, la città riuscì a tener testa all'invasione musulmana fino all'843 d.C. Dopo un grave periodo di decadenza la città fu abbandonata dalla popolazione e ripopolata soltanto nel 965. A partire dal 1061 Messina fu conquistata dai normanni, la sua economia ebbe subito un rilancio. Vennero realizzate numerose strutture pubbliche come, il Palazzo reale. Passava, poi, agli Angioini e diveniva importante porto militare nell'età delle Crociate. Nel 1571 fu base della flotta cristiana di Don Giovanni d'Austria, vincitore a Lepanto. 

Con quegli avvenimenti finisce il periodo di splendore di Messina, infatti alla ricchezza, allo sviluppo urbanistico, al fiorire di letterati ed umanisti, seguì la sua decadenza per mano dell'uomo e della natura. La città dello Stretto si ribellò agli Spagnoli nel 1675, resistendo fin quando potè contare sull'aiuto dei Francesi, Luigi XIV aveva inviato una flotta in difesa degli assediati. Vi fu poi la peste a rendere la situazione ancora più difficile, nel 1743 la terribile malattia decimò la popolazione. A ciò si aggiunse il terremoto devastante del 1908 che rase al suolo il 90% dell'abitato per un numero di oltre sessantamila vittime. Oggi Messina è una città nuova, sostanzialmente ricostruita dopo il terremoto del 190 e dopo i bombardamenti del 1943.

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Come arrivare

Distanze:
Da Palermo: 224 km via Autostrada
Da Catania: 96 km via Autostrada
  
In Auto: 
Da Palermo: E90 e A20 in direzione di Viale BoccettaMessina. Uscita verso Messina/Boccetta da A20/E90
Da Catania: A18 in direzione di Viale BoccettaMessina. Uscita Messina-Boccetta da A20/E90
 
In Treno:
Stazione ferroviari di Messina collegata con tutte le principali città siciliane
 
In Aereo:
Aeroporto di Catania, Aeroporto di Palermo

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