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Furnari

La località

Il comune di Furnari, in provincia di Messina, sorge a 145 metri sul livello del mare, su una morbida collina a nord ovest del monte Croce, estrema appendice dei Peloritani. Il territorio, suddiviso in piccoli appezzamenti di rigogliosi uliveti e vigneti, digrada dolcemente fino al mare, dove si estende per due chilometri lungo il litorale compreso tra Capo Tindari e Capo Milazzo. A rendere ancora più suggestivo il panorama, la visione delle Isole Eolie.

Storia e Leggende

Il paese prese il nome dall’antica nobile famiglia genovese dei Furnari. Verso la fine del XIII secolo, Filippo Furnari ottenne da Federico II, in cambio dei servizi a lui prestati, il titolo di barone e un territorio di circa 1300 ettari. La famiglia Furnari governò per più di quattro secoli, poi divenuto Ducato, il territorio fu venduto nel 1691 alla famiglia Marziani che ne mantenne la proprietà fino a quando, nel 1813, venne abolito il feudalesimo e il piccolo abitato divenne Comune.

Ma la storia di Furnari è legata ad una leggenda: si narra che il giovane Ruggero II D’Altavilla,impegnato in una partita di caccia, percorreva il territorio dell’attuale Furnari, quando un arciere colpì per sbaglio il suo levriero più fedele e affezionato. Nella necessità di soccorrere il povero animale, il re trovò una misera casupola, che apparteneva ad Antonio Furnari, e affidò alle cure del povero contadino l'animale quasi esanime, facendosi promettere che non avrebbe abbandonato quella creatura finché non sarebbe tornato a riprendersela. Antonio curò, guarì e nutrì il cane, togliendosi anche il pane di bocca. I giorni passavano e del padrone non si avevano notizie. Il contadino, fedele alla parola data, non volle mai dar via il cane. Finalmente un giorno, allo squillar delle trombe, una schiera di cavalieri si fermò davanti alla porta di Antonio Furnari e apparve sulla soglia Ruggero II, il quale, dopo aver notato il cane perfettamente guarito, come premio per la sua fedeltà concesse al contadino il titolo di Barone delle terre dalle quali poi nacque Furnari. Lo stemma successivamente adottato dal Comune, un cane d' argento, simboleggia proprio quell'antico legame tra storia e leggenda; legame che è comunque ben rappresentato nell'illustre opera di Ludovico Ariosto, "Orlando Furioso" (canto XLI, 30).

"..un can d'argento aver vuole Oliviero che piaccia e che abbia sul dorso con un motto che dica FINCHE' VENGA..."

 

Vieni a Furnari

Distanze:
Da Palermo: km. 180 Via Autostrada
Da Messina: km. 57 Via Autostrada
Da Catania: km. 149 Via Autostrada
 
In Auto:
Da Palermo: E90 e A20 fino a Falcone. Uscita Falcone da A20/E90. Seguire SS113 e SP101 in direzione di SP110Furnari
Da Messina: A20/E90 fino a Falcone. Uscita Falcone da A20/E90. Seguire SS113 e SP101 in direzione di SP110Furnari
Da Catania: A18 e A20/E90 fino a Falcone. Uscita Falcone da A20/E90. Seguire SS113 e SP101 in direzione di SP110Furnari
 
In Treno:
Stazione Ferroviaria Novara-Montalbano-Furnari
 
In Aereo:
Aeroporto di Palermo, Aeroporto di Catania, 

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