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Tripi

La localitÓ

Nella parte interna della provincia di Messina, nel territorio dei Monti Nebrodi, sorge Tripi. Il paese di estente su di un colle diviso in tre parti: la prima parte, sulla cima, presenta la fortezza, il palazzo baronale e il tempio dedicato a S. Vincenzo Martire; la seconda parte, ovvero quella centrale, si estende su un terreno più pianeggiante; nella terza parte, invece, quella che scende giù al torrente, vi è sito un convento di Carmelitani. La sua posizione, il suo clima mite, la tranquillità che si percepisce percorrendo le sue viuzze, fanno di Tripi una località da visitare e da scoprire.

La storia

Il nome, Tripi, deriva dal latino Tripius (Arezio le conferì questo nome). Pirro la denominò, poi, Tripium.  Francesco Maurolico la chiamò Strepium o Steropium in onore al ciclope Sterope che, secondo alcune leggende, era il Ministro di Vulcano in Mongibello, detto anche Trepium. 

Di questo nuovo abitato non si hanno notizie fino al 1300 quando, sotto il regno di Pietro d’Aragona, Tripi fu concessa in feudo all’ammiraglio Ruggero di Lauria, che ne divenne signore. In seguito costui, poiché fu privato dei suoi possedimenti, cedette il paese a Ruggero di Brindisi, cavaliere templare. Intorno al 1340, il paese fu soggetto a Matteo Palazzi che, costretto a lasciare la Sicilia, divenne possesso di Giovanni Infante. Poco tempo dopo, Matteo Palazzi fu richiamato in patria, e si rimpadronì dei suoi possedimenti.

Nel frattempo era giunto a Messina Luigi D’Angiò, principe di Napoli, che, morto Palazzi, affidò i possedimenti di Tripi e di altri paesi a Niccolò Cesaro, come ricompensa per alcuni favori.

Nel 1392 Raimondo Guglielmo Montecateno chiese in dono ai Martiri, della casa d’Aragona, il paese, ma non avendo egli ottemperato ai suoi doveri, perse il possedimento, che fu concesso nel 1408 a Luigi Aragona, in qualità di feudatario.  

Tripi successivamente passò dagli Aragona ai Villaraut, infatti nel 1438 divenne proprietà di Giovanni Villaraut, pretore di Palermo, e nel 1470 di suo figlio Ludovico. In seguito si avvicendarono Federico Ventimiglio, Stefano Gaetani e suo figlio Pietro, che, nel 1570, vendette il paese a Giacomo Antonio e Porto Sarniniali. Nel 1600 Tripi è di proprietà dei Marino, duchi di Gualtieri, che, in seguito alla contrazione di alcuni matrimoni, lo cedettero ai Grifeo, principi di Partanna, che a loro volta lo vendettero, nel 1760, a Ludovico Paratore, principe di Patti e signore di Oliveri. Il paese esportava vino, olio e seta, nel 1813 fu fondato anche un peculio frumentario che, nel 1839 fu mutato in monte agrario per frumento.

Vieni a Tripi

Distanze:
Da Palermo: km. 192 Via Autostrada
Da Messina: km. 70 Via Autostrada
Da Catania: km. 161 Via Autostrada
 
In Auto:
Da Palermo: E90 e A20 in direzione di Via Nazionale/SS113 a Falcone. Uscita Falcone da A20/E90. Continuare su SS113.
Da Messina: A20/E90 in direzione di Via Nazionale/SS113 a Falcone. Uscita Falcone da A20/E90. Continuare su SS113.
Da Catania: A18 e A20/E90 in direzione di Via Nazionale/SS113 a Falcone. Uscita Falcone da A20/E90. Continuare su SS113.
 
In Aereo:
Aeroporto di Palermo, Aeroporto di Catania, 
 

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