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Erice

La localitą

Erice si presenta come una vetta solitaria su un territorio pianeggiante. Sembra un'escrescenza sollevatasi dal suolo per magico ghiribizzo e difatti a essa gli abitanti della valle guardavano con muto rispetto, celebrando il tempio sulla sua vetta. Il panorama è uno dei più belli dell'isola: Trapani e le saline, il monte Cofano e le isole Egadi, i borghi marinari sparpagliati lungo la costa. A volte, quando l'aria è limpida, si intravede Ustica e, ancora più lontano, Pantelleria e Capo Bon, in Africa.

La Storia

Non è complicato capire perchè Erice, per un lungo periodo, sia stato un luogo clausure: in cima a quell'altura solitaria folte schiere di monache potevano dimenticare il mondo esterno e innalzare le loro lodi in cielo e i rampolli delle famiglie nobili, lontani dalle distrazioni della vita mondana, potevano invece dedicarsi interamente agli studi. L'unicità di questo luogo affonda le radici nel passato più antico della Sicilia, quando sulla vetta di questo monte,  come narra una popolare leggenda, viveva Astarte, dea della fecondità, ed Erice godeva del favore delle divinità. Pellegrini da ogni parte vi accorrevano per rendere omaggio alla dea; presso il tempio ardeva una gigantesca pira che guidava i marinai attraverso il Mediterraneo e li invitava a rendere omaggio alla dea protettrice.  La fondazione di Erice è più tarda rispetto alla fondazione del tempio ed è attribuita a un figlio di Afrodite, la dea che si insediò nel tempio ericino dopo Astarte. Ad Afrodite successe Venere, dea dell'amore dei Romani, i quali mantennero e consolidarono il tempio senza prestare molta attenzione alla città stessa che così si ridusse in un pugno di casupole. In seguito alla caduta dell'Impero Romano la storia di Erice sembrava giunta al termine, infatti l'importanza strategica della città era andata via via decadendo in favore della vicina Trapani.
Erice si avvolse nel silenzio per molti secoli, fino a quando nel XII secolo si parla di una nuova città araba, Gebel Hamed, che sorgeva proprio in cima al monte Erice. Successivamente Ibn Jubair ci parla di una cittadina, situtata nello stesso luogo, di particolare bellezza. La città non era più quella di Venere Ericina ma il borgo che Ruggero II edificò sul preesistente insediamento e che chiamò Monte San Giuliano in onore del santo che nel corso dell'assedio al monte gli apparve in sogno. Dell'antica cittadina, Erice manteneva solamente i tratti delle mura, mentre del tempio non rimaneva più nulla. In sostituzione al tempio, Ruggero II, aveva fatto costruire una fortezza, oggi conosciuta come il Castello di Venere. Oggi Erice si presenta con l'aspetto assunto nel corso del Medioevo: le case, costruite con la pietra grigia,  le stradine acciottolate sulle quali si trovano tracce delle botteghe medievali, i cosiddetti "balatari", che prendono il nome dalla pietra ("balata") alla quali si affacciava il venditore. 

Vieni a Erice

Distanze:
Da Palermo: km. 113 Via Autostrada
Da Messina: km. 336 Via Autostrada
Da Catania: km. 321 Via Autostrada
 
In Auto:
Da Palermo: E90 e A29dir/E933 in direzione di Raccordo Autostradale a Trapani. Continuare su A29dir/E933, prendere Strada Provinciale Torrebianca e SP3 in direzione di Via Antonio Cordici a Erice
Da Messina: A20/E90 in direzione di Trapani, uscita Trapani. Continuare su A29dir/E933, prendere Strada Provinciale Torrebianca e SP3 in direzione di Via Antonio Cordici a Erice
Da Catania: A19E90 in direzione di Raccordo Autostradale a Trapani. Continuare su A29dir/E933, prendere Strada Provinciale Torrebianca e SP3 in direzione di Via Antonio Cordici a Erice
 
In Aereo:
Aeroporto di Trapani Birgi, Aeroporto di Palermo, Aeroporto di Catania
 
In Treno:
Stazione Ferroviaria di Trapani

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