Il Castello rupestre di Sperlinga

Sperlinga castle

Il Castello rupestre di Sperlinga, presenta delle caratteristiche uniche. Un'enorme guglia di roccia arenaria che si innalza per quasi un centinaio di metri e lunga oltre 300 metri, che ha avuto in passato un grande potere difensivo. Il castello diede prova della sua forza in occasione della guerra dei Vespri Siciliani del 1282, divenendo inespugnabile rifugio di una guarnigione di Angioni. Tanto che la fortezza di Sperlinga fu l’ultima roccaforte Angioina a cedere dopo 13 mesi, all’assedio dei siciliani e degli spagnoli con a capo Pietro D’Aragona. Un segno tangibile di questa straordinaria avventura, è una trascrizione latina scolpita nel primo arco all’ingresso del castello, che cita "QUOD SICULIS PLACUIT SOLA SPERLINGA NEGAVIT" del XVI secolo, ovvero "ciò che ai siciliani piacque solo Sperlinga negò", che è stata tradotta come la sottolineatura di un tradimento di Sperlinga verso le ragioni della rivoluzione dei Vespri Siciliani. La struttura del castello si divide in due aree, quella a Est e quella ad Ovest, che si inquadra come l'antica zona residenziale. Nell'ala Est troviamo la Sala del Principe, le scuderie, la zona lavoro, nella quale sono visibili la fucina e la relativa canna fumaria, la cisterna e i pozzi. Mentre nell'ala ovest, si individuano la Chiesa di San Luca Evangelista, poi dedicata a San Domenico, l'area di residenza della famiglia del castello, con il suo terrazzo ed infine la torre, da cui è possibile accedere attraverso una scalinata intagliata nella roccia.