Chiesa di Sant'Agata

La Chiesa

sculture_1

Pur non conoscendo l'esatta data di edificazione della Chiesa, si sa che essa esisteva già a partire dal XV secolo. In quel secolo la confraternita di Sant'Agata commissionò una tavola raffigurante la Santa tra dodici storie del martirio. L'interno della chiesa è ricco di opere di notevole valore artistico, viene infatti considerata un piccolo mueseo del rinascimento siciliano. Degna di nota è il complesso statuario dell' Annunciazione, realizzato dall'artista Antonello Gagini nel 1519. 

L'altare di Sant'Agata è collocato nella prima campana della parete sinistra. L'opera fu realizzata da Giovanni Angelo Montorsoli nel 1554, il piedistallo con bassorilievi raffigura episodi legati alla vita della santa, di forte impatto è l'iconografia che mostra la martirecon lo strumento del supplizio, la tenaglia e una mammella strappata presente fra le morse. L'altare maggiore ospita il Crocefisso risalente al XVII secolo, realizzato in cartapesta, denominato "Il Cristo Lungo".

Il Cristo Lungo

All'interno della Chiesa di Sant'Agata è custodita e venerata la statua del Ss. Crocifisso. L'opera fu realizzata in cartapesta da un ignoto plasticatore. In seguito ad un avvenimento considerato miracoloso venne istituita la festa in onore del Ss. Crocifisso.

Era l'anno 1854 quando una terribile epidemia di colera si scatenò nella provincia di Messina, causando nel giro di pochi mesi la morte di circa tremila persone. L'accaduto arriva ai nostri giorni oltre che tramite i racconti degli avi castrensi, attraverso un testo dello storico Casalaina:"Infieriva nel 1854 il colera a Messina e fra i fuggitivi che erano venuti a riparare a Castroreale, era pure la signora Giuseppina Vadalà moglie del signor Orazio Nicosia, qui residente per ragione di impiego. Appena giunti in città, le si manifestarono i sintomi del terribile male che aveva portato da Messina in incubazione e allora i cittadini, allarmati, portarono in processione per le vie principali il Crocifisso, al quale erano molto devoti, perché impedisse il propagarsi dell'epidemia. Ciò avveniva il 25 agosto. Quando la processione giungeva presso la casa del sig. Nicosia, egli, allontanandosi dal letto della moglie morente, che ormai era assistita da un prete, andò, piangendo, ad inginocchiarsi nel balcone avanti all'immagine di Gesù, per invocare da Lui un miracolo. Ad un tratto gli pare di sentirsi chiamare dalla adorata consorte, che da qualche ora più non parlava; trasalisce il pover uomo e non sa prestar fede alle sue orecchie, ma la voce giunge di nuovo più distinta; si precipita egli allora nella camera della moglie, ed ella, trasfigurata nell'aspetto, gli dice di sentirsi da capo tornata alla vita. Guarì infatti, e in città non ci fu altro caso del terribile morbo; i fedeli gridarono allora al miracolo e il sig. Nicosia donò al clero onze venti, perché le spendesse in onore del Crocifisso. Il Pontefice consacrò allora il 25 agosto a Gesù Crocifisso e la sua festa è stata sempre celebrata con molta solennità" 

Da quel momento ogni anno il Simulacro a grandezza naturale montato su un legno alto dodici metri che viene inalberato e messo a piombo, su un pesante fercolo, viene portato in processione nel pomeriggio del 23 agosto nel Duomo di Castroreale, dove rimane esposto alla venerazione dei fedeli fino al pomeriggio del 25, quando con grande solennità viene riportato, sempre in processione alla Chiesa di S. Agata.