L'antico borgo di Gioiosa Marea

Gioiosa Guardia

Gioiosa_Guardia

L’antico borgo di Gioiosa Marea sorge sulla cima del Monte Meliuso, a circa 800 metri s.l.m. Fu fondato nel 1364 da Vinciguerra d’Aragona, consanguineo del Re Federico IV. E’ di questo periodo la torre chiamata Oppidum Guardia Joiosae, di cui oggi sono visibili i resti, attorno alla quale i contadini fondarono il primo nucleo abitativo e costruirono la Chiesa della Madonna del Giardino.

L’espansione di Gioiosa Guardia portò la necessità di costruire una nuova chiesa: la Chiesa di San Nicola di Bari. Edificata nel 1473, come riportato su una campana, oggi allocata nella omonima Chiesa alla marina. Il nuovo tempio divenne nuova chiesa madre, sorse in seguito ad un voto pronunciato dai gioiosani, che superando indenni un periodo di pestilenze e carestie, nominarono S. Nicolò santo patrono del paese.
Tra il 1500 ed il 1600, per difendersi dagli attacchi pirateschi, vennero costruite delle torri di avvistamento. Gioiosa Guardia conobbe un periodo di splendore grazie allo sviluppo di una nuova economia legata all’allevamento del baco da seta e dalla conseguente produzione di questo pregiato filato.
Alla fase di floridezza economica, dovuta principalmente alla produzione della seta, seguì nel primo Settecento, una fase di stagno, a causa dello spostamento del mercato della seta nel Vicino Oriente e sia per la inadeguatezza delle vie di comunicazione.

Si assistette così ad una lenta e graduale migrazione della popolazione dall’entroterra verso la costa, scevra ormai dal pericolo delle incursioni piratesche. Tale spostamento raggiunse il culmine alla fine del settecento, quando, da un lato i danni del terremoto del 5 febbraio 1783 e dall’altro il rovinoso raccolto dell’anno successivo, dovuto all’invasione delle cavallette, finirono con l’acuire una situazione di carestia diffusa peraltro in tutta la Sicilia.
Nel 1788 il Tribunale Regio Patrimonio approvò l’abbandono del vecchio Borgo decretandone lo spostamento sulle Ciappe di Tono, vicino al mare.

Il nuovo paese prese il nome di Gioiosa Marea. Attualmente dell’originario borgo rimangono i resti della Torre di Guardia, delle cisterne, il tracciato delle strade interne e i perimetri delle case. I resti storici e il suo panorama rendono suggestiva e magica l’atmosfera che si respira. Lo sguardo sembra non avere confini: a nord le Isole Eolie; a est Capo Milazzo e, nelle belle giornate, le coste calabre; ad ovest Capo d’Orlando, Cefalù e il Monte Pellegrino disegnano la costa isolana; a sud l’Etna fumante.

Ai piedi del monte è stato rinvenuto un’importante sito archeologico di origini greche, oggi al centro di importanti campagne di studi. Gioiosa Marea ha mantenuto lo stesso disegno urbanistico del vecchio borgo, suddiviso in quattro quartieri che prendevano il nome delle rispettive Chiese: San Nicolò di Bari, Santa Maria delle Grazie, Santa Maria della Catena e San Giovanni Battista. Un esodo lento , ma continuo durante il quale la popolazione si prodigò nel trasporto di tutto il patrimonio storico, artistico e culturale. Le testimonianze storico - architettoniche di maggior rilievo di Gioiosa Marea sono le Chiese di San Nicolò di Bari (Metà 800) e di Santa Maria delle Grazie (inizi 800). In esse si possono ammirare "preziosi tesori" rappresentate da numerose opere d’arte di elevato interesse artistico: Altari in marmi mischi dallo stile barocco del 1700, tre statue della Madonna della scuola del Gagini, pregiate tele ( 1737/1740) di Olivio Sozzi (Catania 1690, Ispica 1765) e di altri pittori siciliani, ed inoltre, a completare l’arredo sacro paliotti e vasi di argento. 

 

 

 

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