Il Santuario di Tindari

Il Santuario: Tra Storia e Leggenda

Patti Tindari Wallfahrtskirche

 

La devozione per la Madonna Nera di Tindari ha da molto tempo travalicato i confini, non solo regionali, ma anche quelli nazionali e per questo il suo santuario è uno dei più visitati dell'Isola, noto per la statua in legno di cedro, di colore bruno, dalle fattezze bizantine.

Sostenuta da un altare sorretto dagli angeli, la statua è rappresentata seduta, con il figlio in grembo, è rivestita da una tunica blu e da un mantello rosso, e indossa sul capo una sorta di turbante scolpito nello stesso legno. Il luogo di provenienza della scultura è ignoto,e non ci sono fonti storiche che possano venirci in aiuto. 

L'origine della devozione alla Madonna Bruna sembra risalire al periodo della persecuzione iconoclasta. Secondo la leggenda, nel secolo XI, una nave proveniente da Oriente, portava nascosta nella stiva un'immagine della Madonna perché fosse sottratta alla persecuzione iconoclasta. Mentre la nave solcava le acque del Mar Tirreno, improvvisamente si levò una tempesta e perciò essa fu costretta ad interrompere il viaggio ed a rifugiarsi nella baia del Tindari. Quando si calmò la tempesta, i marinai decisero di riprendere il viaggio, ma non riuscirono a spostare la nave. Tentarono, ritentarono, ma essa restava ferma lì, come se fosse incagliata nel porto. Essi allora pensarono di alleggerire il carico, ma , solo quando scaricarono la cassa contenente il venerato Simulacro della Vergine, la nave poté muoversi e riprendere la rotta sulle onde placide del mare rabbonito.

Raccolta dai pescatori, la Madonna fu portata all'interno dell'antico tempietto dedicato a Cerere, ancora oggi visitabile alle spalle del santuario.

Diventata famosa per le sue miracolose doti taumaturgiche, oggi questa Vergine dall'aspetto solenne è custodita all'interno di un tempio costruito nel XX secolo, i cui muri sono ricoperti da mosaici che ricordano i passi più salienti della storia del simulacro.

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