Il Museo delle Campane

La Fonderia dei Trusso

 

"Si può dire che non ci sia comune della Sicilia e anche della vicina Calabria in cui non si trovi almeno una campana fusa da un Tortoretano. E Tortorici, più che ogni altro luogo di Sicilia, si rese famosa, oltre che per la fusione delle campane anche per la lavorazione artistica del ferro battuto... "

Nei secoli gli artigiani-artisti di Tortorici hanno praticato varie attività sempre legate all’arte fusoria, come la realizzazione di pezzi bronzei per orologi, di preziosi mortai per aromatai, di artiglieria da guerra e persino di opere scultoree: basta citare la statua del re a Tortorici nel 1675 o il monumento equestre di Re Ferdinando a Naso 1771. Rara testimonianza e prezioso documento di quest’antica attività artistica, la fonderia di campane dei Trusso costituisce oggi l’unico esempio rimasto in Sicilia che mantiene ancora intatta la forma tradizionale tramandata sin dal XIV secolo. Acquistata nel 1991 dal Comune di Tortorici e dichiarata di interesse etnoantropologico dalla Sovrintendenza BB.CC.AA. di Messina, l’ex fonderia è stata destinata con Decreto Assessoriale a museo, il cui scopo principale, quale luogo della memoria collettiva è quello di contribuire a costruire e a rafforzare l’identità della comunità locale e, insieme, tutte quelle del Parco dei Nebrodi.

Costruita intorno alla seconda metà del XIX secolo, la fonderia ha mantenuto la sua attività produttiva sino al 1956. La preoccupazione principale del progetto è stata quella di riportare la fonderia allo stato originale attraverso un restauro conservativo. Tuttavia, considerate le piccole dimensioni della fonderia, in cui quasi tutto lo spazio risulta occupato dal forno stesso, è stato subito chiaro che il solo consolidamento e il relativo restauro non sarebbero stati sufficienti ad offrire spazi realmente funzionali ad un vero e proprio museo.

Per dar vera vita ad un’istituzione del genere è stato necessario pensare a spazi accoglienti anche per un numero elevato di persone e all’organizzazione di un'esposizione didattica permanente che attraverso oggetti, modelli, foto e notizie storiche potesse comunicare adeguatamente tutto lo spessore storico-culturale di una così antica e misteriosa tradizione artigianale. Da queste prime considerazioni è maturata la scelta progettuale di realizzare all’esterno, nel terreno antistante la fonderia, una vera e propria stanza a cielo aperto, un "Giardino Murato”, in cui le stesse pareti del muro di cinta potessero accogliere otto pannelli per l’esposizione didattica allogati in apposite nicchie disposte a ritmare lo spazio interno alla corte; il materiale didattico contenuto nei pannelli sarà costituito dalla storia dell’arte fusoria a Tortorici con il ricordo degli oltre trenta diversi cognomi di famiglie di fonditori che si sono succeduti nei secoli e da tavole esplicative delle varie fasi del processo di fusione delle campane.

Infine dopo una lettura ai pannelli didattici posti all’esterno, il visitatore potra‘ essere accolto da una lunga ed invitante seduta in pietra arenaria locale da dove potrà cogliere in una nuova prospettiva, il semplice volume della fonderia, la "Casa Marino" ed il verde retrostante, una gradinata in arenaria raccorderà il dislivello del suolo, ed una piccola fontana in marmo farà da cerniera e da raccordo con il sistema di muri; aiuole di varie essenze ornamentali, colorate e profumate, aiuteranno a ricordare quell’antica attività dell'estrazione di essenze e della preparazione dell’acqua di rose assai fiorente a Tortorici nel 1600. Ecco come m' questo progetto di restauro, la Fonderia dei Trusso può diventare essa stessa "Oggetto Museale" di quel museo più ampio che è costituito dall'intero contesto storico-ambientale che la contiene.