Castel dell'Ovo

Origine del nome

Napoli - Castel dell'Ovo

Castel dell'Ovo è il più antico castello della città di Napoli. Il nome attribuito alla fortezza trae originere da una leggenda secondo la quale Virgilio, all'epoca considerato anche un mago oltre che un poeta, nascose nelle segrete un uovo. L'uovo avrebbe avuto il potere di mantenere in piedi l'intero edificio e la sua eventuale rottura avrebbe potuto causare dei danni irreparabili al castello e anche delle catastrofi per l'intera città di Napoli.

La Storia

Il Castello sorge sull’isolotto di Megaride al quale si accede attraversando un breve ponte che lo collega alla passeggiata a mare di Napoli. Fu proprio su questo piccolo isolotto che sbarcarono gli abitanti di Cuma, verso la metà del VII secolo a.C. e, una volta giunti qui, fondarono il primo nucleo abitato di Partenope.
Nel I secolo a.C. Lucio Licinio Lucullo iniziò, in questa zona, la costruzione di una splendida e sontuosa villa; si narra che la villa fosse dotata di una ricca biblioteca e che vantasse la presenza nei suoi giardini di alberi di pesco e di ciliegio. A metà del  V secolo la villa venne, denominata Castrum Lucullanum, fu fortificata da Valentiniano III e ospitarò il deposto ultimo Imperatore di Roma, Romolo Augusto nel 476.

Successivamente, alla fine del V secolo, si insediarono dei monaci basiliani i quali crearono un importante scriptorium. I monaci, nel X secolo, si ritirarono a Pizzofalcone a causa della distruzione del complesso da parte dei duchi napoletani al fine di evitare l’insediamento dei Saraceni.

Nel 1140 i normanni, fecero di Castel dell’Ovo dimora del loro re Ruggero II, mentre nel 1222  divenne sede del tesoro reale grazie a Federico II. Quest'ultimo fortificò la struttura dell'edificio facendo costruire la torre di Colleville, quella di Maestra e la torre di Mezzo.

Sotto il re di Napoli Carlo d’Angiò il castello divenne residenza della famiglia reale, poiché i tesori regi furono spostati al Castel Nuovo. È in questo periodo che il castello inizia ad essene nominato “Chateau de l’Oeuf” o “Castrum Ovi incantati” e inizia a diffondersi la leggenda legata a Virgilio. Durante il regno di Giovanna I di Napoli, il crollo parziale di un arco portante provocò ingenti danni alla struttura e la regina, per arginare il panico diffusosi tra la popolazione, dovette giurare di aver sostituito l’uovo. Durante l’occupazione spagnola e durante il regno borbonico il Castel dell’Ovo perse la sua funzione di residenza reale e venne utilizzato sia come base militare che come prigione. 

Sono stati diversi, pertanto, gli eventi storici che hanno modificato l'aspetto originario del castello. Con i lavori di ricostruzione durante il periodo angioino e aragonese, l’architettura del Castel dell’Ovo cambiò fino a giungere allo stato attuale.