La fontana di San Vito

20170403_085623 - Copia_1
 
“Ni virimmu a funtana i Santuvitu!” e tutti i sampietrini sanno qual è il luogo dell’appuntamento. Non a caso, un’artistica fontana, in stile barocco, è stata posta al centro di un importante incrocio paesano. E già, proprio lei sta lì come ad indicare le direzioni per raggiungere tutte le zone importati del paese. Da lei si va in piazza Matrice oppure si sale a “Santo Pietro”, si scende al “Tocco” e poi su al Castello ma ti porta, con due piccole stradine, anche alla “Trinità” o all’"Arabite".
Fu fatta costruire, per benevolenza, dal barone Giuseppe Caccamo Orioles nel lontano 1686. Ha una forma piramidale di marmo grigio, scolpito lungo i fianchi laterali come  lunghe ciocche di capelli che sinuosi scendono dall’alto, incorniciandola. 
E’ costituita da tre vasche sovrapposte, di forma semicircolare con sette fontanelle. In alto, due chimere e lo stemma della famiglia Caccamo Orioles le fanno corona. I due leoni, uno di fronte all’altro, la rendono ancora più maestosa. Sbiadita nel colore come un’anziana signora, non rinfresca più i passanti con la sua acqua ma ancora vive continuando ad essere sosta per chi affronta la salita con le borse della spesa, saluta gli anziani che uscendo dalla società operaia si scambiano un “ni viremu” e, sui suoi gradini, fa sedere i bambini che scherzano, ridono o si nascondono alle sue spalle per giocare.
Lei non è solo una fontana ma la memoria del paese: ha raccolto ricette tra comari, consigli tra contadini, ha ascoltato con discrezione pettegolezzi, è stata testimone di litigi e riappacificazioni. Ed oggi noi, stringendola uniti in un abbraccio, le lasceremo un pensiero, un segreto, una promessa, sicuri che saprà custodirli come una cara nonna.
“Ni virimmu!” 
             
 
 
  
 
 
 
Gli alunni della III A primaria dell' Ist. Comprensivo di San Piero Patti