Il Santuario di Trapani

Il Santuario di Santa Maria Annunziata

Trapani BW 2012-10-10 11-15-36

 

Nel Basso Medioevo, tramontato ormai per sempre in Sicilia l’astro islamico, incrementò semopre più  il flusso in arrivo di frati dei più diversi ordini religiosi che intendevano stabilirsi nell’isola. Fra essi i Carmelitani che, tra il 1224 e il 1240, giunsero a Trapani, all’estremo lembo occidentale della Sicilia. Poco tempo dopo il loro arrivo, i frati ottennero in dono un appezzamento di terreno a poca distanza dalla città sul quale sorgevano un caseggiato e una chiesetta, intitolata a Santa Maria Nunziata. Nel corso dei decenni seguenti fu realizzato il convento, adiacente alla chiesa, ospita oggi il Museo Pepoli, e la chiesetta fu ampliata secondo lo stile gotico-chiaramontano che imperava nella Sicilia del Trecento. Di questa costruzione, completata nel 1332, rimangono oggi scarsi elementi, tra cui il ricco rosone e il portale d’ingresso entrambi chiaramente riferibili allo stile chiaramontano.

La chiesa, infatti, fu del tutto rifatta tra il 1741 e il 1760 su progetto dell’architetto trapanese G.B. Amico, ma già nei secoli precedenti erano stati effettuati diversi interventi con la realizzazione, soprattutto, delle cappelle. All’esterno della chiesa venne innalzato nel Seicento il massiccio campanile barocco cuspidato, oggi simbolo della chiesa che, peraltro, è il massimo edificio religioso della città. La cosiddetta "chiesa grande”, eliminate le colonne che la suddividevano in tre navate, e‘ oggi composta da un’unica, vasta aula dall’aspetto barocco, con alte colonne e volta a botte. Lungo le pareti sono sistemate alcune tele raffiguranti scene della vita di Maria di autori trapanesi del XVII e XVIII secolo.

Sulla destra si trova l’ingresso alla “cappella dei pescatori”, realizzata nella seconda metà del Quattrocento ristrutturando e decorando una cappelletta preesistente alla quale, presumibilmente, apparteneva l’arco gotico chiaramontano che è stato sistemato proprio di fronte all’ingresso. Sulle pareti e la cupola furono realizzati nel Cinquecento alcuni affreschi raffiguranti episodi della Genesi e dei quali è ancora visibile qualche chiara traccia.

A sinistra, nella zona del presbiterio, si apre la "cappella dei marinai”, realiz-zata in epoca più tarda (1514-1552) e abbastanza somigliante alla precedente, anche se già si può riconoscere un nuovo gusto rinascimentale che, con le reminiscenze gotico-spagnole, da vita a un insieme pittoresco, caratterizzato soprattutto dalle graziose nicchie a conchiglia. La cappella più importante è naturalmente quella dedicata alla Madonna, il santuario vero e proprio, realizzata a cavallo tra il XV e il XVI secolo. Ad essa si accede attraverso due grandi portali sul fondo della chiesa. Spicca, in fondo all’aula rettangolare, il grande e decoratissimo arco marmoreo di Antonello e Giacomo Gagini (1531-1537) dietro al quale, protetta da una bella cancellata bronzea, è custodita la statua della Madonna con Bambino conosciuta come Madonna di Trapani, un’opera in marmo trecentesca di Nino Pisano. È da notare la dolcezza dello sguardo di Maria in muto colloquio con il Figlio.

La cappella, la cui semplice architettura si concedeva l’unico vezzo di nicchie angolari decorate secondo lo stile islamico, fu ornata con una copertura di marmi mischi nel 1660; altri elementi decorativi furono aggiunti nei decenni seguenti, tanto che oggi il santuario presenta una scenografica mescolanza di stili.

L’ultima cappella da visitare è quella di Sant’Alberto, attigua al santuario, realizzata nel 1676 in stile barocco. Anche qui le pareti sono decorate da marmi mischi. La statua del santo, patrono, insieme alla Madonna, della città di Trapani, è ricoperta di una lamina d’argento e risale alla seconda meta‘ del Seicento. Belli, infine gli affreschi della volta della sagrestia, raffiguranti episodi della vita di Sant’Elia.