La Valle dei Templi

I Templi di Agrigento

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La Valle dei Templi è la zona sacra più importante dell'antica Akragas. Un mirabile complesso di templi, famosissimi in tutto il mondo per l'eccezionale stato di conservazione di molti di essi e per le peculiarità architettoniche. Questi templi sono costruiti con la tipica calcarenite locale, in origine probabilmente ricoperta di stucco bianco.

Il Tempio di Giove è uno dei più grandi dell'antichità, costruito nel periodo più fiorente della storia di Akragas. Questo immenso tempio alto più di trenta metri, introduceva una novità architettonica di notevole importanza: i telamoni - colossali figure umane che decoravano l'edificio. La costruzione era quasi stata portata a termine quando la città venne conquistata dai cartaginesi. Il Tempio fu saccheggiato da Imilcone e, derubato delle sue sculture e dei suoi tesori, rimase in piedi fino al Medioevo quando, per cause da attribuire alle intemperie, alla brutalità dei vari conquistatori e all'abbandono, si rovinò completamente. 

Nell'ampia area circostante il Tempio di Giove, svettano le quattro colonne residue del Tempio dei Dioscuri, del V secolo. Il tempio dorico era il più piccolo della collina, anch'esso gravemente danneggiato dai cartaginesi e, forse, fu poi restaurato e modificato in epoca ellenistica, come dimostrano le differenze stilistiche oggi riscontrabili.

Ad Ovest del Tempio dei Dioscuri, sono visibili due colonne appartenti al Tempio di Vulcano, che per dimensione e forma doveva essere uguale a quello della Concordia. Fu probabilmente realizzato sul finire del V secolo a.C. e mai completato, come testimonierebbero due tamburi di colonne in cui sono assenti le scanalature. 

Un altro tempio, forse il più antico dei templi akragantini, è quello di Ercole, risalente alla fine del VI secolo. Dell'antica costruzione rimangono oggi soltanto otto colonne, delle quali quattro presentano i relativi capitelli e il basamento. Sicura la sua dedicazione ad Ercole, la cui statua in bronzo era ospitata in fondo alla cella.

Il Tempio della Concordia si trova sul ciglio della collina, ed è uno dei templi che meglio si sono conservati grazie al fatto che esso venne, nei secoli, trasformato in chiesa. La costruzione di questo Tempio è databile alla metà del V secolo. Di questa costruzione si sono conservate quasi tutte le strutture fino al tetto. Il peristilio, formato da sei colonne sui lati corti e tredici su quelli lunghi, è completo di architrave e del fregio ed è conservato in tutto il suo perimetro. Prende il nome dal rinvenimento, nei pressi del tempio, di una iscrizione che parla della "Concordia degli agrigentini". Ai lati del tempio della Concordia, a testimoniare il riuso come chiesa cristiana, sono necropoli paleocristiane e bizantine con loculi incavati nella roccia.

L'ultimo Tempio presente sulla collina è quello di Giunone, di cui si conserva buona parte del peristilio. Il tempio si presenta come un periptero in stile dorico con sei colonne sui lati brevi e tredici su quelli lunghi. All'interno vi sono i resti del pronao, della cella, dell'opistodomo e di due scale che consentivano l'accesso al tetto dell'edificio. Fu probabilmente distrutto da un incendio nel 406 a.C.