La Chiesa di San NicolÚ a Novara di Sicilia

La Chiesa di San NicolÚ

Monumenti di Novara tre 

Il secolo XVII si presenta assai ricco per l'architettura religiosa novarese. A quest’epoca risale la costruzione, su un alto podio, della Chiesa di San Nicolò che si presenta con due porte, una sulla facciata centrale e una su quella laterale, entrambe si aprono sulla via nazionale attraverso due gradinate in pietra. Il campanile venne edificato nel 1656.

Le decorazioni sull'arco della porta centrale conferiscono al portale in pietra arenaria una particolare bellezza. All'interno la chiesa ad unica navata assomiglia a una barca; in fondo si ammira il coro ligneo, sorto insieme alla chiesa. Al centro troneggia, imponente, la seicentesca statua dell'Immacolata, collocata su un piedistallo ligneo. Entrando a destra c'è un dipinto su tela del XVII secolo raffigurante San Nicolò di Bari, titolare della chiesa.

Entrando, sulla sinistra, si può ammirare la statua di Santa Rita da Cascia, scultura in legno del novarese Luigi Prestipino, qui traslata dalla chiesa di San Giorgio, e quella di San Rocco. Superata la nicchia del Sacro Cuore di Gesù c'è l'altare di San Giuseppe, la cui statua in legno è stata scolpita a Messina dallo scultore napoletano Colicci nel 1768. Di fronte alla cappella di San Giuseppe vi è quella del crocifisso.

La statua di Gesù è custodita in una artistica bacheca in legno. La stessa statua, posta su una croce molto più alta, che i Novaresi chiamano "A Crugi longa", viene portata in processione il Venerdì Santo. Nella stessa cappella, sulla sinistra, c'è una porta con arco in pietra, dalla quale si accede ad una caratteristica scala a chiocciola, anch'essa in pietra arenaria, che porta alle campane. Il campanile è di poco posteriore.

A sinistra dell'entrata principale si ammira un’ artistica porta in legno, incorniciata da soglie in pietra, dalla quale si accede all'Oratorio della Confraternita dell'Immacolata, fondata in questa chiesa nel 1613, con licenza dell' Ecc.mo  Arcivescovo di Messina  D. Pietro Ruis, per opera del Sac. Melchiorre Pluvino.

Sotto l'Arciprete D. Antonio Stancanelli, la confraternita contava più di 700 confrati di ogni ceto e condizione. Oggi all'interno del suo oratorio si ammirano le statue di Santa Agnese e Santo Espedito.

La cantoria in legno mostra una balaustra dipinta a fiori e custodisce un organo a canne del 1769. La cripta, anticamente adibita a sepoltura, mostra due file di nicchie in pietra; a differenza di quella della matrice, i colatoi sono direttamente nelle nicchie.